Sappiamo cosa ci viene venduto?

Cari tunalovers,

ci risiamo! Purtroppo, un nuovo caso di intossicazione da tonno rosso, questa volta una tredicenne a Palermo. Qualche giorno fa, altre 8 persone intossicate sempre per aver mangiato tonno rosso avariato, sempre a Palermo.

Avevo giò affrontato l’argomento in un mio precedente post “ Il tonno non è pericoloso, le persone sì: come ricoscere il tonno rosso buono”.

Adesso voglio chiedermi e chiedervi: sappiamo cosa ci viene venduto? Perchè se non abbiamo gli strumenti giusti, non siamo consapevoli di ciò che acquistiamo, non leggiamo bene le etichette, guardiamo solo il prezzo, beh, credo che sia più facile poi correre i rischi di un’intossicazione alimentare.

A tutti voi tunalovers (e qui colgo l’occasione per ringraziarvi per il vostro esserci!) che mi scrivete, mi parlate dei vostri dubbi e dei vostri timori sull’acquisto di tonno rosso fresco, visto che poi maggio-giugno è il “periodo” di maggior consumo, vi rispondo sempre con la stessa frase: “Dovete rivolgervi al vostro rivenditore di fiducia e chiedere il documento di tracciabilità!” Non è vergogna chiedere il documento prima di comprare tonno rosso, è un vostro diritto! Prendere visione del documento vi fa capire che il pesce è stato pescato legalmente, nel rispetto delle quote, della specie e della vostra salute, perchè ci sono stati tutti una serie di controlli a monte della filiera. Diversamente da quanto sarà successo nei casi di intossicazione citati sopra. E le conseguenze sono gravi danni alla nostra salute, che è peggio!

Anche se siete al ristorante, chiedete il documento, solo la tracciabilità vi può “salvare”!

foto del documento di tracciabilità, detto ebcd (electronic bluefin catch document)

Dunque, impariamo a tutelarci: così sapremo bene ciò che ci stanno vendendo e ciò che stiamo mangiando!

Alla prossima, Delia

 

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