La pesca del Tonno Rosso,
la normativa

Normativa: I.C.C.A.T e quote

Il Tonno Rosso del Mediterraneo, tra le varie specie di tonno, è quella più pregiata, la più ricercata dai veri intenditori!
Purtroppo, negli anni passati, un’eccessiva attività di pesca e senza controlli ha quasi decretato l’estinzione di questa che è considerata tra le risorse ittiche piu importanti del nostro Mar Mediterraneo. Quindi, per tutelare questa specie, l’Unione Europea è intervenuta per disciplinare la pesca del tonno rosso su raccomandazioni dell’ I.C.C.A.T. (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonnidi dell’Atlantico) adottando un piano pluriennale per la ricostituzione degli stock ittici del tonno rosso nell’Atlantico Orientale e nel Mediterraneo.
L’ I.C.C.A.T. ha, infatti, stabilito delle regole ben precise, introducendo un sistema di quote di pesca del tonno rosso da distribuire agli Stati Membri, tra i quali l’Italia, che tramite, il Mipaaf, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, distribuisce poi a sua volta ai diversi sistemi di cattura.
Tra il sistema di pesca “palangaro”( pesca con ami), il nostro peschereccio Delia Assunta è tra le trenta imbarcazioni autorizzate con il permesso di pesca speciale del tonno rosso n. ue ITA16212.
Oltre alle quote, sono state introdotte precise disposizioni che vanno dalla taglia minima di cattura (“30 chilogrammi di peso o 115 centimetri di lunghezza alla forca, misurata, cioè, dall’estremità della mascella superiore all’estremità del raggio più corto della coda”), alle comunicazioni delle catture, nonché alle operazioni di sbarco e alla compilazione dei relativi documenti che permettono di monitorare ogni fase: dalla cattura del tonno rosso fino alla sua commercializzazione.