“ Il tonno non è pericoloso, le persone sì: come ricoscere il tonno rosso buono”

Cari tunalovers,

secondo voi, mangiare tonno è pericoloso? Io vi posso dire che si può mangiare tranquillamente tonno rosso senza rischiare un’intossicazione alimentare: l’importante è avere gli “strumenti” giusti 😉

E’ di pochi giorni fa una notizia riportata dal quotidiano La Stampa dal titolo “Intossicati dal tonno: allarme in Piemonte”. Ecco un breve passaggio: “ due coniugi di Torino, colpiti da intossicazione da istamina dopo avere consumato a casa tonno fresco proveniente dalla Spagna e acquistato in una pescheria cittadina…in ospedale, dove sono stati trattati con cortisone e antistaminici. Le analisi hanno rilevato la positività alla sindrome sgombroide...”

La prima domanda alla quale noi dobbiamo dare una risposta è: “Perchè il tonno era contaminato?” La risposta è che bisogna conoscere i “fatti”, cioè la filiera ittica, quindi tutti i passaggi che avvengono dal mare al consumatore finale. Il percorso di “conservazione” inizia a bordo del peschereccio: dal momento in cui il tonno rosso viene pescato, come mi racconta mio padre, il Capitano Pino, e messo a bordo inizia la cosiddetta “catena del freddo” . Il pesce viene allocato nella stiva refrigerata ad una temperatura costante fino al suo sbarco per poi continuare fino ai banchi della pescheria: indispensabile per garantire la qualità e la sicurezza per noi utilizzatori finali. Quindi, se il pesce viene conservato in cattive condizioni igienico sanitarie già a bordo, se il pesce viene più volte congelato e scongelato, se si tratta di tonno rosso catturato illegalmente: i rischi per la nostra salute sono gravissimi e sono quelli che possono provocare l’intossicazione da istamina. Nei Social, alcuni hanno commentato la notizia del “tonno contaminato” affermando che il “problema” si risolve “non mangiando il tonno” : beh, questa non è una soluzione! Questo è un inutile allarmismo che danneggia tutti coloro che credono e lavorano nella filiera ittica e seguono scrupolosamente tutte le normative in campo alimentare, che sono molto rigide sia dal punto di vista burocratico che dal punto di vista igienico-sanitario per la sicurezza di tutti noi.

(in questa foto, vedete un “Tonnopapiro” con l’etichetta attaccata alla coda)

Ecco, invece, alcuni “strumenti” per valutare in pescheria un tonno rosso “buono” per come mi piace definirlo:), sano e legale:

  1. il documento Ebcd: “la carta d’identità” del tonno rosso, che ne certifica la legalità e la tracciabilità.

  2. l’etichetta: qui vengono riportate il lotto, la provenienza del tonno rosso, dove è stato catturato, come è stato catturato, se è fresco…Tutte queste informazione della filiera ittica le trovate qui!

  3. il colore: non è proprio rosso intenso (attenzione: potrebbe essere stato trattato con additivi) , il tonno rosso è più un rosso-marrone.

  4. l’odore: il pesce non deve avere nessun odore.

  5. non comprate fettine già pronte: assicuratevi che vi vengano tagliate al momento.

  6. osservate la compatezza: la carne del tonno deve essere ben salda alla lisca, pelle tesa e in caso di dubbio fate la “prova del dito”: se premendo sulla fettina, rimane l’impronta, allora non è tonno rosso fresco.

Quindi, con le giuste accortezze, mangiate tonno rosso perchè non è pericoloso, ma le persone che “trattano male” il tonno rosso, sì.

Alla prossima,

Delia

 

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