Come Tonnopapiro partecipa al “sistema di controllo degli stock del tonno rosso” da parte del Mipaaf

Cari tunalovers,

anche quest’anno durante la campagna di pesca del tonno rosso 2018 collaboriamo attivamente con il Mipaaf (il Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali) al sistema di controllo degli stock ittici del tonno rosso del Mediterraneo. Per capire meglio quando, come avviene e in che cosa consiste questo “sistema di controllo”, mi sono trasformata in una “giornalista per un giorno” 😀 ed ho fatto un’interessante intervista (ma sarebbe meglio dire una chiacchierata produttiva!) con il dott. Pasquale Baiata, Biologo e Osservatore Nazionale per il Tonno Rosso per l’Oceanis s.r.l. La società Oceanis sostiene tecnicamente la convenzione dell‘Unipvm (Università Politecnica delle Marche) nel programma di osservazione scientifica sia per la specie tonno rosso che pesce spada nel Mediterraneo.

Delia: Quando avviene il monitoraggio degli stock ittici?                                                                                                                                                  

Dott. Baiata: Tutto l’anno, ma si intensifica tra maggio e giugno, periodo in cui si registra il passaggio dei tonni attraverso il canale di Sicilia verso i siti di riproduzione.

Delia: Come si svolge il monitoraggio?

Dott. Baiata: Ci sono due tipi di attività che svolgiamo . La prima avviene al momento dello sbarco degli esemplari (giù nelle foto, potete vedere all’opera il dott. Baiata aiutato dal nostro Capitano Nino mentre misura i tonni). In questa fase vengono raccolti i dati biometrici degli individui pescati dalle imbarcazioni tra i quali ad esempio lunghezza, peso, grandezza della mascella. La seconda attività si svolge in mare, durante la battuta di pesca, a bordo di un peschereccio (come avviene sulla Delia Assunta). Qui, oltre alle biometrie, si raccolgono dati Biologici degli individui pescati (tessuti, muscoli, sangue, otoliti)per vedere lo stato di salute della popolazione dei tonni (il cosidetto stock assessments).

Delia: Che cosa succede dopo la raccolta di tutti questi dati? 

Dott. Baiata: Tutti i dati vengono inseriti nel portale del Mipaaf e trasmessi all’ Iccat (La Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno). Durante l’anno, nei convegni tecnici, la comunità scientifica si riunisce all’ SCRS (Organo Scientifico dell’Iccat) e si rivedono tutti gli studi e i dati per cercare di dare delle soluzioni scientifiche alle problematiche che si sono presentate per poi scrivere i regolamenti a cui dovranno aderire gli Stati Membri.

Delia: La raccolta dei dati per il controllo degli stock ittici del tonno rosso a quando risale?

Dott. Baiata: Il tonno rosso, é stato da sempre la più importante fonte di ricchezza economica “del mare” in tutto il bacino del Mediterraneo. Gia molto conosciuto nella preistoria (viene rappresentato nei dipinti rupestri della grotta del genovese a Levanzo) veniva elogiato nell’età classica per le sue proprietà nutrizionali e terapeutiche (i romani lo consumavano in diverse ricette e lo utilizzavano anche nel “garum”, una salsa composta di interiora di pesce e pesce in salamoia) e per questo furono abbozzati i primi rozzi tentativi di “detenzione in cattività” ai fini alimentari. Insieme a questi tentativi di stabulazione, vennero eseguiti anche i primi studi su questa specie. Ma non solo greci e romani erano interessati alla pesca del tonno rosso, successivamente anche gli arabi condussero diversi studi sulla biologia del pesce: ne descrissero il ciclo biologico, in modo “grezzo”, ma efficiente e migliorarono la tecnica di pesca delle tonnare molto diffuse in Sicilia. Più recenti gli studi sulle dinamiche delle popolazioni dei tonni: soltanto da un ventennio circa abbiamo delle conoscienze scientifiche specifiche.

Delia: Perchè questo sistema di controllo? Quali sono i suoi benefici?

Dott. Baiata: Purtroppo, a cavallo tra gli anni 80-90, la mancanza di regolamentazioni e di limitazioni sulla pesca, in altre parole non c’erano regole e quote che regolassero le catture e con l’aumentare delle tecnologie sulle imbarcazioni si registrò quello oggi viene definito overfishing, cioè il sovrasfruttamento dello stock ittico. Intorno al 2000 si cominciarono a registrare i primi evidenti segni di stress da pesca di questa specie (taglie di catture inferiori alla media, diminuzione delle quantità catturate) e si approfondirono gli studi sugli stock di tonno rosso e si capii che bisognava intervenire con dei piani di protezione. Le flotte diminuirono e si passò all’auto controllo che gli stessi pescatori dovevano fare, ma senza grandi risultati. Cosi il Mipaaf decise di intervenire direttamente sulla raccolta dei dati tramite società designate. Negli ultimi anni, grazie agli sforzi compiuti dall’amministrazione nell’identificare soggetti preparati e qualificati da un lato e alla collaborazione degli armatori (di cui la famiglia Papiro è uno dei migliori esponenti in quanto a disponibilità, professionalità e lungimiranza), degli equipaggi, delle associazioni produttori locali e alle autorità preposte ai controlli dall’altro, questo “effetto protezione” sta cominciando a dare dei risultati evidenti a tutti.


Dopo aver bevuto un buon caffè, ho ringraziato il dott. Baiata delle preziose informazioni che mi ha dato. Le collaborazioni tra pescatori, biologi e Istituzioni per salvaguardare il nostro amato mare sono importanti!

Alla prossima,

Delia

 

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